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Le Aree di Firenze
 
La storia e la cultura intorno Firenze
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Area Fiorentina


Profilo Storico del territorio

Sul territorio che circonda Firenze ha agito, più che altrove, il potere polarizzante della città e, oltre all’affermarsi dei modelli culturali elaborati dal centro urbano, si è avuta, sin dal medioevo, una sorta di urbanizzazione delle aree rurali che ha determinato un’altissima densità di insediamenti.
Già all’inizio del Trecento Giovanni Villani notava che “...i forestieri non usati a Firenze venendo di fuore, i più credevano per li ricchi edifici e belli palagi ch’erano di fuori alla città d’intorno a tre miglia, che tutti fossono della città a modo di Roma”. Oltre all’alta frequenza insediativa, la campagna intorno a Firenze costituisce il prototipo del paesaggio agrario toscano, essendo stata plasmata dalla struttura agraria (il sistema poderile) che per secoli la caratterizzò, determinando anche la nascita di tante case isolate, “su podere”.
Lungo le principali vie di collegamento con il contado, che si dipartivano a raggiera dalla città, sorsero numerosi i villaggi (i più vicini sono ormai saldati al centro urbano) e alcune importanti “terre murate”. Queste ultime costituirono delle specie di antemurali a difesa della città, e furono quindi dotate di apparati fortificatori, ancora ben visibili soprattutto a Lastra a Signa, a Campi Bisenzio, a Calenzano e a Malmantile, località che conservano cinte murarie tre-quattrocentesche con monumentali porte turrite. Soprattutto negli edifici religiosi, anche in quelli minori, si riflesse in ogni epoca la cultura artistica fiorentina. Non sono poche le chiese che hanno conservato il primitivo aspetto medievale, rispecchiando nella loro semplicità di forme la definitezza spaziale e la fedeltà ai canoni classici del romanico fiorentino.
Una cintura di monasteri circondava la città, sin dall’immediato suburbio. Essa constava di grandi complessi (quali le abbazie di Ripoli e di Settimo, la Certosa di Val d’Ema, i monasteri di San Salvi e del San Gaggio, la Badia fiesolana), ma anche piccoli cenobi, come Santa Brigida al Paradiso e Santa Maria a Mantignano. Anche queste chiese nella maggior parte dei casi conservano ancora, nonostante le aggiunte e le trasformazioni, l’impianto architettonico di età medievale, oppure alcuni elementi dell’originaria costruzione romanica.
Notevole è la ricchezza di opere d’arte in tutte le chiese menzionate, come in quelle (assai più numerose) di cui non abbiamo fatto cenno, tanto che in certi casi non è azzardato dire che ci troviamo di fronte a delle vere e proprie pinacoteche (vedi, ad esempio, la Certosa di Val d’Ema, la chiesa di San Martino a Mensola, il Santuario della Madonna dell’Impruneta).Tra le componenti architettoniche del paesaggio fiorentino il posto di maggior rilievo è senza dubbio occupato dalle costruzioni che, sin dal XIII secolo, la ricca borghesia cittadina eresse nelle aree suburbane. Le più antiche testimonianze di questo fenomeno sono rappresentate da quegli edifici che hanno conservato, nonostante le integrazioni successive, l’aspetto della medievale dimora signorile turrita. Tutta la campagna appare così ancora costellata di tante antiche case-torri, non di rado trasformate in case coloniche.
A partire dalla seconda metà del Quattrocento inizia l’epoca della grande fioritura delle ville rinascimentali, punto di arrivo dell’evoluzione della rurale “casa da signore” del medioevo. Non c’è territorio, nella cintura di Comuni che circonda Firenze, che non presenti decine e decine di ville signorili, il più delle volte d’impianto almeno cinquecentesco. Citeremo qui di seguito alcuni esempi, tra i più significativi : nel Comune di Firenze le ville di Castello e quella detta “La Petraia”, eretta quest’ultima dal Buontalenti, la villa dei Riccardi a Castelpulci (Scandicci), “La Tana”, i “Collazzi” e le ville di Mondeggi e di Lappeggi (Bagno a Ripoli), la villa Guicciardini a Sesto, la villa Rondinelli-Vitelli (Fiesole), ecc.Accanto alle costruzioni signorili, che sempre fungevano anche da case di fattoria, in ordine alla gestione dell’attività produttiva dei poderi che ad esse facevano capo, il territorio è punteggiato dalle assai più numerose case coloniche, non poche delle quali costruite o ricostruite nel Sette-Ottocento secondo i canoni dell’edilizia rurale sistematizzati dagli architetti granducali. Esse concorrono a fare della campagna fiorentina, come scrisse il Repetti, “il giardino più delizioso, più fruttifero, più popolato di ville, di palazzi, di chiese, di abitazioni che formano ghirlanda alla bella Firenze”.
 

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